Ieri in edicola ho comprato un quotidiano, di quelli a tiratura nazionale. Per correttezza non dirò di che quotidiano si tratta… tanto sapere quale sia la testata cambia poco: la questione che sto per esporre non è certo legata ad una testata particolare: sono certa che se ne avessi presa un altro avrei trovato la stessa cosa che ho trovato in quello che ho che ho preso io.
Sfogliando le pagine del mio quotidiano ieri quindi, ben rilassata e convinta di godermi il momento della lettura (anche se le notizie spesso e soprattutto in questo periodo non sono certo delle più confortanti), ad un certo punto mi ritrovo un’intera pagina del quotidiano (pagina centrale tra l’altro… chissà quanto è costata!) destinata alla pubblicità delle pelliccerie “Annabella”. In sé la cosa potrebbe anche risultare normale, lecita: un’azienda paga un quotidiano e compra uno spazio per pubblicizzare il suo prodotto. A livello teorico la cosa non fa una piega… tutto lecito, legale; fatto a regola d’arte. PECCATO PERO’ CHE L’IMMAGINE FOSSE UN EVIDENTE INSULTO E PARADOSSALE (mettiamola così… vorrei evitare di scrivere volgarità): UNA BELLA MODELLA IMPELLICCIATA CON UN CAPO DELL’ULTIMA COLLEZIONE CHE, ACCOVACCIATA E CON ARIA DOLCISSIMA, ACCAREZZA UNO SPLENDIDO CANE CHE LA GUARDA CON AFFETTO PORGENDOLE (FIDUCIOSO E IGNARO) LA ZAMPA.
…Ora: uno al momento può anche non farci caso. Ma se invece ci si fa caso a pubblicità come questa (e dobbiamo sforzarci di farci caso, dobbiamo imparare a leggere le immagini con spirito critico, analitico… dobbiamo aprire le menti, scandalizzarci, indignarci e far sentire la nostra voce, la nostra denuncia) non si può non avere una reazione perlomeno di sgomento. UNA AZIENDA CHE UCCIDE ANIMALI IN MODO BARBARO E SENZA UN REALE MOTIVO DI UTILITA’; UCCISIONI QUINDI DETTATE NON DAL SODDISFACIMENTO DI BISOGNI PRIMARI (fosse che questi poveri animali vengano uccisi per sfamare qualcuno che muore di fame nessuno avrebbe nulla da dire… anzi) MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER SODDISFARE IL DESIDERIO E IL CAPRICCIO DI DONNE E UOMINI INSENSIBILI, IN CUI E’ INESISTENTE UN MINIMO DI UMANITA’ (quella vera… quella che ci porta a considerare ogni creatura, ogni essere vivente -e quindi in questo elenco vi si annoverano anche animali e piante- degno di rispetto, alla stessa stregua di un essere umano. IL CHE SIGNIFICA CHE , SE ANCHE GLI ANIMALI SONO ESSERI DEGNI DI RISPETTO, NON DOVREBBERO ESSERE UCCISI PER FUTILI MOTIVI. NON DOVREBBERO ESSERE UCCISI PER FARCI DELLE PELLICCE CHE HANNO IL SOLO SCOPO DI SODDISFARE STUPIDI CAPRICCI ESTETICI. NON SI DOVREBBERO UCCIDERE NEL MODO BARBARO IN CUI VENGONO UCCISI… E LA COSA SI AGGRAVA ANCORA DI PIU’ PER IL FATTO CHE QUESTA E’, ORMAI DA UN PEZZO NEL TERZO MILLENNIO, CONSIDERATA ANCORA UNA PRATICA LEGALE E QUINDI C’E’ CHI COME ANNABELLA CONTINUA A FARE QUELLO CHE FA E C’E’ CHI, COME IL QUOTIDIANO CHE HO COMPRATO IO, AUTORIZZA E CEDE UN SUO SPAZIO PER LA PUBBLICITA’ DI QUESTA BARBARA PRATICA.
…Mi piacerebbe svegliarmi domattina, andare in edicola a comprare il mio quotidiano e, sfogliandolo, trovarci una pagina bianca, dove si legga soltanto l’indignazione della redazione per aver ricevuto la proposta di aziende come quella di cui sopra. Una pagina in cui si dichiari in modo definitivo che da certe pratiche si prendono le distanze… ma non solo: che si interverrà con tutti i mezzi che si hanno a disposizione affinchè si arrivi un giorno al varo di una legge che consideri illegale, alla stessa stregua di un atto criminale, l’esercizio di pratiche come quella della fabbricazione e della vendita di pellicce.
Mi piacerebbe e trovo irragionevolmente assurdo che stati come il nostro, che si considerano detentori di alti principi etici e morali, in realtà cadano rovinosamente nel paradosso e nell’incoerenza di ciò che sostengono quando si va a vedere cosa nei fatti fanno, consentendo a livello legale atti in realtà che tutto hanno ma non di certo l’eticità e la moralità che a parole invece vengono vendute alla gente.

Ricordo che in una delle “notti del pubblivoro” ho visto una pubblicità contro l’uso delle pellicce che faceva più o meno così: “duecento animali uccisi per vestirne uno” mentre si vedeva una modella che indossava una pelliccia e che veniva imbrattata del sangue degli animali uccisi.
Un video shoccante, certamente… una pubblicità che in Italia non è stata mai vista (a parte dai pubblivori come me) e che, probabilmente, non si vedrà mai…:-(
Certo un video così a qualcuno servirebbe… Anche se mi immagino le reazioni indignate di una certa categoria di persone (convinte invece che nell’uso delle pellicce non ci trovi nulla di male) che penserebbero che invece la barbarie sta proprio nel video… È dall’alto che bisognerebbe intervenire, rendendo il tutto illegale e basta. Ci sarebbero certo forme di ” contrabbando”, ma si diminuirebbero di molto le uccisioni almeno. Io ci spero che prima o poi ciò avvenga… Nonostante tutto sono ancora una “sognatrice!”
E’ chiaro che sarebbe mooooolto meglio senza alcun divieto.
Per natura ho una certa “allergia” ai vari divieti anche se poi li rispetto.
L’unico che mi sono imposto e che concepisco è il divieto di essere stupidi.:-)